Scheda articolo : 157687
XVI secolo, Sant'Antonio Abate Rovere, alt. cm 96
Epoca: Cinquecento

XVI secolo

Sant'Antonio Abate

Rovere, alt. cm 96

La raffinata scultura in rovere raffigura sant'Antonio Abate, santo eremita originario dell'alto Egitto. Alla morte dei genitori distribuì le proprie ricchezze ai poveri e si ritirò nel deserto dove visse in solitudine per molti anni. E' considerato l'iniziatore del monachesimo e gli si attribuirono molte guarigioni durante un'epidemia della malattia che prese il nome di “fuoco di sant'Antonio”.

Secondo la sua diffusa iconografia il santo è raffigurato come un monaco anziano barbuto, vestito della tonaca da frate con il cappuccio, rimando alla sua funzione di padre del monachesimo.

Regge con la mano sinistra un bastone a forma di stampella, con il manico a T (tau). L'origine dell'attribuzione di questo simbolo a sant'Antonio è incerta. Forse si tratta semplicemente di una stampella, emblema tradizionale del monaco medievale il cui dovere era di aiutare gli zoppi e gli infermi, ma va anche considerato che la croce a forma di tau (o croce egizia) era un simbolo di immortalità nell'antico Egitto e fu adottata come emblema dai cristiani alessandrini. Secondo un’altra interpretazione la lettera tau allude alla parola “thauma”, che in greco antico significa “prodigio”.

Sant'Antonio è accompagnato, semi nascosto dietro di lui, da un maiale, animale allevato dai monaci antoniani durante il Medioevo; il lardo veniva infatti usato come antidoto contro l'herpes zoster, noto come il “fuoco di sant'Antonio”. Nel XVII secolo, i maiali appartenenti agli Ospedalieri di sant'Antonio godevano di un curioso privilegio concesso dal papa agli antoniani, che permetteva loro di allevare maiali per uso proprio a spese della comunità: i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade e, per evitare che qualcuno li rubasse, recavano al collo una campanella di riconoscimento. Con la campanella i monaci antoniani annunciavano il loro arrivo durante gli spostamenti e le questue, e con essa venivano scacciati gli spiriti maligni e potrebbe altresì alludere alle tentazioni di sant'Antonio. Qui la campanella è rappresentata legata al bastone, come altro diffuso attributo del santo. Al maiale, in alcune rappresentazioni si aggiungono altri animali, l’abate è infatti il protettore di tutti gli animali domestici e della stalla.

Accanto ai suoi piedi arde un fuoco, ennesima allusione alle tentazioni della lussuria, subite e sconfitte, ma anche, di nuovo, al morbo che prende il suo nome. 

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