Scheda articolo : 157622
Sebastiano Bombelli (Udine, 1633 – Venezia, 1719), Ritratto di giovane in veste da camera
Epoca: Seicento

Sebastiano Bombelli (Udine, 1633 – Venezia, 1719)

Ritratto di giovane in veste da camera

Olio su tela, cm 168 x 122

La qualità e l'eleganza della tela in esame consentono di individuare la mano di un importante artista di ambito veneziano come Sebastiano Bombelli (1635 – 1719). Il Bombelli nacque a Udine ma già prima del 1660 si trasferì a Venezia, dove fu influenzato dal Veronese e si esercitò nella copia della sua opera. Completò la sua formazione a Bologna presso la bottega del Guercino (1591 – 1666). Rientrato a Venezia dimorò quasi tutta la vita presso la città lagunare, ad eccezione di alcuni viaggi di lavoro in Italia e all'esterò. Si dedicò quasi esclusivamente alla ritrattistica riscuotendo successo ed apprezzamento tanto da essere chiamato alle corti di Firenze, Mantova, Parma, Baviera e Vienna dove ritrasse la Famiglia dell'Imperatore Leopoldo. Dal 1693, per dodici anni, fu maestro di Vittore Ghislandi detto Fra Galagario (1655 - 1743), che entrò alla sua bottega.

Il Bombelli fu importante esponente della tradizione barocca veneziana oramai avviata verso il gusto settecentesco (aperta alla pittura di Girolamo Forabosco 1605 – 1679 o di Nicolas Mignard 1605 – 1668), autore di ritratti ravvivati da sontuose cromie e alleggeriti da un approccio antiretorico e da una pennellata leggera e raffinata; inoltre la sua influenza risultò determinante per la formazione di Vittore Ghislandi e raiprì nella laguna veneta le porte al genere del ritratto, preparando la strada per le generazioni future. Elemento questo significativo per comprendere la sua pittura, allo stesso tempo pienamente calata negli anno in cui viveva, eppure già in anticipo sui tempi.

La sua pittura unisce un gusto aulico e compassato, di ascendenza fiamminga, a cui si ricollega anche la sensuale ricchezza della sua materia pittorica, accesa da una luce radente, di influenza caravaggesca che illumina l'eleganza della sua pittura.

La tela in esame riflette l'eleganza e la qualità di questo artista capace di unire un'attenzione al dato reale, lambita da toni lirici, alla ricerca di introspezione psicologica. L'attenzione al dettaglio è evidente oltre che nel dato fisionomico, come il ciuffo lievemente spostato sulla fronte, nel costume definito con ricercatezza analitica. Il colore caldo e la luce addolciscono il chiaro scuro e la modellazione fermando il ritratto in una dimensione reale, sospesa però nel tempo. Di grande raffinatezza il gioco dialettico dei rossi e dei neri che trova un importante precedente nell'opera di Francesco Ruschi (1598 – 1661). L'espressione del giovane, severa nello sguardo, appare decisa e serena, sicura di sé, nella ricerca psicologica del pittore. Un interessante confronto stilistico può essere individuato con un Ritratto del Procuratore Querini alla Galleria Querini Stampalia di Venezia o con un Ritratto in collezione privata, passato alla Dorotheum (Vienna, 22/09/2004, lot. 3 stiam € 22.000 – 30.000). Interessante risulta anche un paragone con un'opera, forse giovanile, raffigurante la Contessa Giustina Colonna Riccati, oggi al Museo di Castelfranco veneto; per la particolarità e rarità del soggetto, affine all'opera in esame, va segnalato anche un Ritratto di gentiluomo in veste da camera, attualmente in collezione privata.

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