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Inizio XX secolo, Coppia di figure femminili nude (2) Olio su tela, cm 170 x 75; con cornice cm 192 x 97
Epoca: Primi del Novecento

Inizio XX secolo

Coppia di figure femminili nude

(2) Olio su tela,  cm 170 x 75; con cornice cm 192 x 97

La rara e affascinante coppia di tele raffigura due figure nude colte in un interno, in una posa elegante e sensuale. La qualità artistica si unisce all'interesse storico e di costume che la coppia in esame rappresentata, trattandosi infatti di una realizzazione con ogni probabilità utilizzata per l'arredo di un'antica casa di tolleranza. La chiusura nel corso del XX secolo di questa tipologia di casa ha portato ad accrescere sempre più l'interesse storico e artistico verso questa tematica. Sintomatico di ciò è la realizzazione di una recente mostra a Parigi presso il Musèe d'Orsay, Splendore e miseria. Immagini della prostituzione, 1850-1910 (22 settembre 2015 - 17 gennaio 2016) o la mostra organizzata da Crazy Art a Milano, Mi Piace un casino, nel 2008 per i cinquant'anni della Legge Merlin che nel 1958 aveva sancito la chiusura delle case chiuse. Oltre che su opere d'arte raffiguranti questo soggetto è molto cresciuta l'attenzione su quelli che erano gli oggetti d'arredo, i tratti di vita quotidiana ed anche sull'arte e sulla sua rappresentazione all'interno della casa. Questo carattere poliedrico e inafferrabile è sempre stato l’ossessione di romanzieri e poeti,pittori ed artisti in genere. La maggior parte degli artisti dell’Ottocento e della prima metà del Novecento ha posato lo sguardo sull'ambivalenza della prostituzione, la quale diventava peraltro uno dei temi prediletti degli allora nascenti mezzi di comunicazione, come la fotografia e, in seguito, il cinema. Soprattutto a Parigi, tra il Secondo Impero e la Belle Époque, la prostituzione si afferma come soggetto in opere che si ricollegano a correnti assai diverse fra loro, quali accademismo, naturalismo, impressionismo, fauvismo o ancora espressionismo. Il divieto sociale di rendere pubblico ciò che avviene all’interno delle case chiuse fanno sì che i fotografi, come anche i pittori o gli scultori, elaborino nei loro studi quadri viventi e fantasie che ricostruiscono l’intimità delle case di tolleranza. L'interesse, nel mondo della pittura, è comunque decisamente anteriore al XIX secolo. Si può citare a tal proposito la pittura fiamminga del XVI secolo che già rappresentava scene inerenti questa tematica come Il bordello, di Joachim Beuckelaer, conservato al Walters Art Museum di Anversa. Opere che si possono citare in riferimento invece a quanto detto circa la mostra del Musèe d'Orsay possono essere Il cliente di Jean-Louis Forain, conservato alla Collection of the Dixon Gallery and Gardens a Memphis (TN) o Au Salon de la Rue des Moulins di Henri de Toulouse-Lautrec conservato presso il museo omonimo ad Albi in Francia. Dalle ricostruzioni e dalle foto dell'epoca si può invece evincere come la presenza di opere d'arte affini alla coppia in esame fosse utilizzata anche come arredo. Si tratta di una coppia elegante, nelle forme quanto nella pose, che mira a ricercare la sensualità e nello sguardo, un'ingenuità mascherata da una lieve dolcezza. La resa della pittura è densa, pastosa, forte ed evidente da un punto di vista materico. L'ambientazione interna è definita da una ricchissima serie di variazioni cromatiche che portano a confondere il tendaggio aperto con il muro. Su due sedie troviamo le figure femminili ritratte, senza veli, con lo sguardo rivolto all'osservatore. La visione d'insieme non impedisce al pittore di soffermarsi con abilità sui dettagli, quali la resa dei capelli, gli occhi o le labbra truccate, oltre che in una delle due tele sugli accessori quali gli orecchini o il fermaglio fra i capelli.

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