Scheda articolo : 143962
Datato 1913, La chiesa di San Martino di Tours a Portofino, Olio su tela
Epoca: Primi del Novecento

Datato1913

La chiesa di San Martino di Tours,

Olio su tela cm 86 x 60; con cornice cm 100 x 75

Firmato e datato in basso a sinistra

 

Interessante tela raffigurante una Veduta della chiesa di San Martino di Tours a Portofino e della via che ivi conduce. Come riporta anche la data, 1913, apposta nella parte inferiore a sinistra della tela, il dipinto testimonia come doveva essere la facciata della chiesa ed il paesaggio circostante nel primo decennio del Novecento, configurandosi così come documento peculiare per la storia del paesaggio e dell'architettura ligure.

Antica parrocchia, anteriore all’anno 1000, la sua giurisdizione fu concessa da Papa Innocenzo II ai Monaci di San Fruttuoso di Capodimonte. Questi privilegi furono confermati da Papa Alessandro III con una bolla del 1164. Il paese di Portofino rimase sotto la giurisdizione dell’Abate di San Fruttuoso fino al 1171, anno in cui, in seguito ad un accordo, la giurisdizione civile passò ai Consoli di Rapallo, mentre la chiesa rimase sotto il patronato dell’Abate.

L’8 marzo 1550 Papa Giulio III concesse che tutti i diritti e i privilegi dell’Abate di San Fruttuoso fossero trasmessi al Principe Andrea Doria e ai suoi successori, che quindi ebbero facoltà di eleggere il Parroco di Portofino (e anche di Corte e Nozarego). La chiesa è dedicata a San Martino, Vescovo di Tours e fu consacrata il 10 giugno 1548; nel 1120 San Giorgio martire venne eletto Protettore e Contitolare con San Martino della Parrocchia (le reliquie di San Giorgio furono portate a Portofino nel 1154 e custodite nel Santuario). All'interno sono conservate diverse opere pittoriche e scultoree quali un gruppo ligneo raffigurante la Deposizione di Cristo dello scultore genovese Anton Maria Maragliano, la tela della Madonna del Rosario di pittore sconosciuto ma quasi sicuramente di scuola genovese del XVIII secolo, l'Annunciazione del Settecento e infine un dipinto raffigurante i santi Rocco, Sebastiano e Pantaleo di un pittore ligure del XVI secolo utilizzante la stessa tecnica di Teramo Piaggio.

La luminosità diffusa del primo pomeriggio si riflette con piacevoli giochi di luci ed ombre sulle candide superfici degli edifici, creando un'atmosfera sospesa, animata solo dalle figure che percorrono la scalinata antistante la chiesa o dalla fanciulla ed il gentiluomo riparati all'ombra. I colori del cielo e della vegetazione fiorita, con particolare attenzione alla palma, che nella medesima posizione la ritroviamo in foto d'epoca, evocano l'eleganza e la bellezza armoniosa del borgo ligure.

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