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Francia, Fine XVII secolo , Venere e Adone al bagno Seta, cm 177 x 179
Epoca: Seicento

I primi documenti relativi all'origine della tessitura risalgono all'anno 2000 a.C. circa e sono rappresentati da dipinti murari di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura. Solo dal XIII secolo d.C. l'arazzo assume a pieno il significato moderno e si sviluppa una manifattura diffusa in tutta Europa che segue le inclinazioni e lo sviluppo delle arti nelle varie nazioni e il gusto delle corti, dell'aristocrazia o dell'alta borghesia.

L'arazzo si diffonde largamente in Francia e nelle Fiandre nel XIV secolo anche grazie alla committenza della casa reale di Francia e della corte di Borgogna, che ebbe il compito di tessere per la cattedrale di Angers la serie di arazzi con l'Apocalisse. Agli inizi del XV secolo il più importante centro di produzione è Arras (da cui trae origine il nome italiano: arazzo).

Dal punto di vista tecnico l'arazzo è un tessuto a dominante di trama (poiché a lavoro finito l'ordito non si vede) realizzato a mano su un telaio e destinato a rivestire le pareti. Il disegno preparatorio, il cartone, veniva realizzato da un pittore che affidava poi alle mani dell'artigiano la realizzazione dell'opera.

Se tra la seconda metà del XV secolo e la prima metà del XVII Bruxelles è la capitale dell'arazzeria europea a partire dalla seconda metà del seicento un ruolo sempre più importante sarà svolto dalla Francia e da Parigi. Causa di questo è anche la creazione della manifattura di Gobelins, attiva ancora oggi, voluta da Luigi XIV nel 1667.

L'arazzo in esame per impostazione e definizione stilistica va collocato tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII. Alla morte di Luigi XIV, nel 1715, in Francia si assiste al passaggio dal gusto Luigi XIV alla fantasiosa eleganza decorativa dello stile Luigi XV. Forme e motivi della decorazione passarono dall'architettura all'arredamento. Iniziano a riscuotere successo temi ispirati alla mitologia, alla creazione di fantasia espressa da una ricca serie di attributi allegorici; diffusissimi furono la conchiglia e i motivi floreali, con larga utilizzazione della ghirlanda. Sono gli anni in cui Luigi XV è ancora bambino e il trono viene retto da Filippo d'Orleans, cosiddetto periodo règence.

Nell'opera in esame troviamo rappresentati Venere e Adone, abbracciati, al bagno, nei pressi di una piccola cascata. Entrambi sono rappresentati come due giovani bellissimi, dalle chiome lunghe e fluenti, teneramente abbracciati su di una piccola riva, dove sono intrecciate le forme di alcune conchiglie a sottolineare il raffinato sentimento d'idillio di questa elegante opera. Molto bella e ricercata la definizione paesistica, fiori, alberi e rocce fanno da sfondo alla scena principale con un paesaggio che nei colori più tenui sembra sfumare in lontananza. La ricercatezza cromatica è forte anche nelle vesti, nella resa delle pieghe morbide, dai vibranti colpi di luce, o nell'acqua, capace, nei diversi toni e nelle diverse gradazioni, di trasmettere il reale senso del suo placido scorrere. Lungo i bordi un elegante motivo ad intreccio floreale fa da cornice al soggetto principale. Si tratta di una realizzazione ricca e ricercata, di grande qualità formale. Va sottolineato come l'arazzo, già nella sua committenza, rappresenti un'opera rara e complessa sia per la realizzazione materiale vera e propria, sia per la fusione che si crea tra l'arte della pittura e un artigianato della tessitura che si fa opera d'arte nella realizzazione di un qualcosa di unico, il cui fascino resta senza tempo.

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