Scheda articolo : 130789
Charles-Edouard Jeanneret-Gris noto come LE CORBUSIER (1887 - 1965), Poltrona LC2, Acciaio cromato e pelle, cm 69 x 71 x 70.
Epoca: Novecento

La poltrona in esame è stata realizzata su disegno del 1928 di Le Corbusier, uno dei più importanti e innovativi architetti del XX secolo. Le Corbusier, viene introdotto nel mondo del design del mobile con la realizzazione del padiglione Spirito Nouveau per l'Esposizione delle Arti Decorative di Parigi del 1925. Nel 1928 realizza il disegno del modello LC2 comunemente noto come Cube, a causa del suo aspetto cubista. Anche se la sedia ha un aspetto solido risulta molto confortevole, sulla base di studi antropometrici di Le Corbusier stesso. Questo classico dalla struttura tubolare ispirata ai modelli dei Mobili dei laboratori Bahuaus, crea un particolarissimo connubio/contrasto con il rivestimento in pelle. Si adatta perfettamente alle forme umane tanto che ne esiste un modello leggermente diverso, LC3, per meglio adattarsi alle forme femminili.

Gli studi antropometrici sono ricorrenti nell'opera del grande architetto, evidenti anche in alcuni dei suoi più celebri progetti. Le Corbusier è infatti l'inventore del Modulor, una scala proporzianale basata sulle misure dell'uomo utilizzata come linea guida di un'architettura a misura d'uomo. Le Corbusier sviluppò il Modulor all'interno della lunga tradizione di Vitruvio, ripresa nell'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, i lavori di Leon Battista Alberti, e altri tentativi di trovare proporzioni geometriche e matematiche relative al corpo umano e di usare queste conoscenze per migliorare sia l'estetica che la funzionalità dell'architettura. Lo stesso Le Corbusier lo descriveva come «una gamma di misure armoniose per soddisfare la dimensione umana, applicabile universalmente all'architettura e alle cose meccaniche»; pubblicò Le Modulor nel 1948, seguito da Modulor 2 nel 1955. L'architetto svizzero usò la scala del Modulor nella progettazione di molti edifici, come Notre-Dame du Haute o nella costruzione della prima Unité d'Habitation, a Marsiglia. Inizia a lavorare realmente come architetto nel 1920 tra Parigi e Berlino, aprendo il suo studio di architettura a Parigi, in Rue de Sèvres al 35, nel 1922. Nello stesso periodo, fonda insieme a A. Ozenfant e Dermèe, la rivista "Avant-garde. L'Esprite noveau". Osteggiato dagli accademici per il suo pensiero rivoluzionario, viene ugualmente da subito riconosciuto a livello mondiale, lasciando una traccia indelebile e profonda nelle moderne concezioni architettoniche e urbanistiche. Il problema fondamentale che si pone all'architetto ha un duplice aspetto: da un lato organizzare lo spazio urbano, in modo che la città possa accogliere agevolmente le grandi masse di lavoratori di ogni livello sociale, legate alle attività contemporanee, dall'altro lato costruire edifici capaci di rispondere alle esigenze di vita collettiva ed individuale di quelle stesse masse, alla ricerca di un costante equilibrio fra estetica, funzionalità e razionalità. La poltrona nasce dalla mano di Le Corbusier con la collaborazione di Pierre Jeanneret (1896-1967), celebre architetto e designer svizzero, di cui era cugino e Charlotte Perriand (1903 - 1999), architetto e designer francese. All’epoca fu denominata“Fauteuil Grand Confort, petit modèle”. L’intera collezione disegnata dai tre architetti/designer viene prodotta per la prima volta dall’azienda Thonet a partire dal 1930 con la denominazione “Le Corbusier, P. Jeanneret, Ch. Perriand”. Una seconda edizione viene lanciata nel 1959 da una gallerista di Zurigo, Heidi Weber, con la sigla LC (che sta appunto per “Le Corbusier”). Nel 1964 la produzione passa alla società italiana Cassina, che ne acquisisce i diritti.

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